venerdì 17 ottobre 2014

La magia del Visual Merchandising

Il Visual merchandising è l'insieme di operazioni che collocano il prodotto all’interno del punto di vendita in sintonia con le scelte del format e che riguardano il sistema espositivo, l’ambientazione, l’illuminazione, la grafica (Wikipedia)



Vi siete mai imbattuti in quelle vetrine stupende, dove i prodotti sono un tutt'uno con le decorazioni, creando un ambiente magico e affascinante?
Quelli che un tempo chiamavamo vetrinisti, oggi si sono evoluti, ed hanno dato vita a quello che viene chiamato Visual Merchandising, l'arte di abbellire le vetrine e l'esposizione dei prodotti nel punto vendita.
Perché è questo che fa il Visual Merchandising: è in grado di ipnotizzare il cliente, rallegrarlo, fargli pensare “che sarà mai spendere qualcosina in più?” e fargli tornare la voglia, una volta uscito, di tornare al più presto.

Ma per scoprire esattamente di cosa si tratta, condivido con voi questo approfondimento di Gianfranco Giacoma Caire, storico esterno del settore, e pubblicato da studiostands.it

«Il visual merchandising riguarda l’esposizione della merce nel punto vendita. Ma non finisce lì: è una serie di fattori, di operazioni che vengono fatte nei negozi. Si parte dall’esterno, dall’insegna e dalla vetrina. Le vetrine devono essere allestite in maniera che catturino l’attenzione in pochi secondi, non più di tre, e servono per far entrare il cliente in un punto vendita. Sono lo specchio del negozio, dove va creata una rappresentazione teatrale». Questo è però solo il primo tassello. C’è poi l’esposizione sugli scaffali, che segue delle proprie regole, come il fatto che gli shelf di diversa altezza hanno diverso valore. «Il visual merchandiser sistema i prodotti nel punto vendita creando proposte. Il cliente spesso non sa cosa comprare. Per esempio, nella moda, se si creano delle combinazioni di vestiti, sarà più facile che lo scontrino sia più alto». A completare il novero di accorgimenti nel punto vendita ci sono la temperatura, le luci, che non devono essere piatte, e il colore. Nel complesso devono creare un ambiente e raccontare una storia. «Ormai lo hanno capito anche negli ospedali – continua Caire –. La teoria del colore ci dice che questo influisce sulla psiche dell’uomo: racconta le cose, stimola l’organismo. Ora l’abbiamo chiaro, ma negli anni Ottanta ricordo che ci fu il periodo del minimalismo, con arredi asettici e freddi, che ricordavano delle sale operatorie». «Il valore del visual merchandising è che contempla spazi più allargati. Prevede il posizionamento degli arredi, le percezioni sui diversi sensi: vedere, sentire, odorare, toccare».